Tatto e “con-Tatto”: il trattamento Shiatsu

 

Il tatto, pur essendo il nostro primo contatto con l’ambiente esterno e il senso più frequentemente utilizzato nella vita quotidiana, è spesso trascurato. Attraverso la pelle, il nostro organo più esteso, percepiamo quotidianamente noi stessi, gli abbracci e i nostri movimenti.

Già Aristotele riconosceva il tatto come il senso che ci ancorava al mondo. In tempi più recenti, il Premio Nobel per la Medicina del 2021 è stato assegnato per le scoperte sui recettori del tatto e della temperatura. Studi più recenti evidenziano gli effetti negativi della privazione del contatto, ad esempio nei bambini degli orfanotrofi, e i benefici del “con-Tatto” per il nostro sviluppo e benessere.

Le civiltà orientali, tuttavia, erano già consapevoli di questi aspetti. Lo Shiatsu, in particolare, e i suoi precursori AnMa e Anpuku (praticati da terapisti non vedenti, i quali sviluppavano ulteriormente il tatto rispetto alle persone normovedenti), avevano dimostrato l’importanza del con-Tatto. Nello Shiatsu si instaura una relazione empatica tra praticante e ricevente, basata esclusivamente sull’ascolto delle sensazioni generate dal tatto e dal con-Tatto. Questo contatto delicato ma deciso, ben rappresentato dall’espressione “Tocco di Geisha, spirito di Samurai”, induce nel ricevente un profondo rilassamento, favorendo il miglioramento della circolazione del Qi, l’energia vitale, e promuovendo la guarigione attraverso un processo che parte dall’interno, spesso a livello inconscio per il ricevente. 

Lo Shiatsu interagisce con la propriocezione, ovvero la consapevolezza del proprio corpo nello spazio, stimolando la connessione mente-corpo-spirito attraverso semplici pressioni, contatto profondo e ascolto percettivo. Ciò consente di ristabilire una connessione più profonda con il proprio corpo, spesso persa a causa di stress, posture scorrette e stili di vita poco salutari, permettendo all’organismo di apprendere a correggersi spontaneamente e migliorando così la salute generale.

Il Maestro Masunaga, fondatore dello Zen Shiatsu, per descrivere lo Shiatsu diceva che il tocco è una forma di comunicazione profonda, un abbraccio silenzioso che riconnette corpo e anima, un ponte verso il sé interiore dove l'operatore (Shiatsuka) funge da supporto empatico, non da curatore, aiutando il ricevente a ritrovare consapevolezza e benessere attraverso l'ascolto del proprio corpo, "È come l’abbraccio della madre al suo bambino".

Quello che sono solito dire, a chi si affida a me per un percorso di trattamenti, è che "Lo Shiatsu non cura, ma si prende cura del ricevente", vi aspetto, prenotate una seduta o contattatemi per informazioni.

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